In un angolo nascosto nella savana era sorto il paese di Elefantilandia. Come dice la parola stessa, era abitato da elefanti. Era una vera comunità nella quale tutti i membri avevano un compito: chi si occupava di trovare il cibo, chi l’acqua, chi il terriccio polveroso da spruzzare sulla pelle come se fosse borotalco.

C’erano anche gli elefanti-maestri che organizzavano tante attività per insegnare ai cuccioli le severe ma necessarie regole per vivere nella savana. Tutti i giorni gli elefantini salutavano le loro mamme e i loro papà e si dirigevano verso la “scuola”, proprio come fate voi bambini. Imparavano come procurarsi l’acqua, come seguire il branco senza intralciare il cammino degli adulti e rischiare di farsi calpestare e soprattutto a non perdersi durante i lunghi viaggi. Importantissimo era poi imparare a difendersi dagli attacchi delle belve feroci e come rimanere uniti perchè “l’unione fa la forza”.

La mattinata passava velocemente tra un’attività e l’altra e gli elefantini erano sempre molto attenti alle spiegazioni. Avevano capito che era importante ascoltare per imparare bene!

Era prevista una prova finale, una specie di esame, diremmo noi umani! Una gita per mettere alla prova gli elefantini e vedere se avevano imparato tutto. Prepararono i loro zainetti, riempiendoli con tutto l’occorrente. Ele l’elefantino, però, si mostrava un po’ preoccupato, indugiava a lasciare la sua mamma e il suo papà. Capirono che il loro piccolino non era tranquillo. Gli chiesero cosa lo preoccupasse e lui rispose:

-Mi mancherete voi ma soprattutto le carezze che al mattino mi svegliano e mi fanno iniziare bene la giornata. Come farò?

Allora la mamma ebbe un’idea: prese delle grandi foglie di baobab, ci disegnò un cuore con la proboscide, e le mise nello zainetto di Ele. Ecco- disse-avrai la tua carezza ogni mattina.

Ele si tranquillizzò e raggiunse i suoi amici. Partirono accompagnati dai loro maestri, arrivarono in una radura e si prepararono per dormire. Erano tutti molto stanchi perciò, dopo qualche inevitabile risatina, chiacchiera e sbuffo delle proboscidi, le voci dei maestri misero tutti a tacere.

Il silenzio calò sul gruppetto.

Ad un tratto, un raggio di sole riscaldò il viso di Ele. Era mattino. Si rattristò pensando alla sua mamma e alla carezza ma si ricordò che nello zainetto aveva le foglie! Ne prese una e se la passò sul viso proprio come se fosse una carezza. Stava funzionando, gli sembrava proprio la carezza della sua mamma, sentiva addirittura il suo profumo!

Gli altri elefantini, mano a mano, si svegliarono ma erano tristi. Ele, allora, tirò fuori le altre foglie e le passò sui volti dei suoi amici e, come era stato per lui, la tristezza andò via.

La giornata stava iniziando nel migliore dei modi!

Gli elefantini superarono tutte le prove preparate dai loro maestri e tornarono a Elefantilandia qualche giorno dopo.

Venne organizzata una cerimonia in grande stile e i maestri premiarono tutti con un “diploma”: una grande foglia a forma di corona!