Quante volte ci capita di provare rabbia con i nostri figli? A volte basta un piatto rovesciato per sbaglio, altre un capriccio prolungato. E’ normale! E anche se sono piccoli, negare di provare rabbia non solo non serve, ma non sarebbe corretto. La rabbia è una delle emozioni e, come le altre, è giusto riconoscerla e accettarla. Se lo faremo noi per primi, riusciranno a farlo anche i nostri figli, imparando con l’esempio.

La rabbia come emozione positiva

Da sempre la rabbia è vista come un’emozione negativa, che crea divergenze e attriti. In realtà, potremmo imparare a vederla come un’emozione positiva, anche se, lo sappiamo, la missione è davvero difficile! Se ci pensiamo, la rabbia ci protegge dalle aggressioni attraverso la reazione emotiva e ha la funzione di far esprimere le sensazioni considerate negative e lasciate inespresse. Come una pentola di fagioli che bolle e ribolle. La rabbia può essere un valido aiuto per mantenere il nostro equilibrio interiore. E diciamolo, il mestiere di genitore è quello che ci mette più a dura prova: quante volte decidiamo di mettere da parte un nostro bisogno per accudire i figli? Succede spesso, soprattutto quando sono piccoli e il bisogno che manifestano è assoluto.  I doveri pratici ed emotivi si moltiplicano in modo esponenziale: come faremmo se non avessimo la rabbia ad aiutarci a ritrovare un equilibrio?

Arrabbiarsi è sano e importante

Avere momenti di rabbia come genitore non è una vergogna e non è nemmeno una ferita che creiamo dei nostri figli. Se non ci arrabbiassimo in modo sano, potremmo finire per dare un’immagine perfetta ma irreale. Insomma, siamo umani, non robot sempre allegri e felici ed è giusto che i nostri figli vedano in noi queste sfumature. Questo potrebbe aiutarli a comprendere le sfumature che sentono dentro di loro. Questo però non significa che tutto è permesso e che dobbiamo lasciarci andare ad ogni momento di rabbia. Accettare la rabbia e ascoltarla non significa sculacciare o urlare, ma ammettere di sentirsi arrabbiati, fermarsi qualche minuto e analizzare che forse siamo stanchi, stiamo dedicando poco tempo a noi stessi, avremmo bisogno di una pausa, di una chiacchiera con un’amica, di un momento in solitudine. Come fare nel pratico? Possiamo allontanarci dalla stanza per qualche minuto, per lasciar sbollire la situazione e le nostre emozioni.

Accettare la rabbia per equilibrare la reazione

Se accettare la rabbia è importante, lo è anche equilibrare la sua espressione. E quanto è difficile, se nessuno ce lo ha insegnato! La rabbia è come un fiume in piena e arginarlo non è per niente semplice. Come potremmo quindi reagire di fronte ad un comportamento di nostro figlio, che ci fa innervosire? Nonostante l’istinto sia quello di sfogare e alzare la voce, potremmo sempre ricordarci che i bambini non riescono a dividere il piano del “comportamento sbagliato” da quello del “sentirsi sbagliati”. Per questo, può essere utile avere una pausa di qualche minuto, nella quale cerchiamo silenzio e distanza. Poi però, potremmo parlare e spiegare al bambino con calma cosa ha fatto di sbagliato, quale comportamento va modificato e perché, spiegando che gli vogliamo bene e che siamo suoi alleati nel tentativo di riparare al danno fatto. Il nostro compito è insegnare la consapevolezza della propria rabbia e la capacità di porre dei confini chiari, ma equilibrati con l’esempio.