Quando pensiamo al tempo da trascorrere insieme ai nostri figli, ci soffermiamo molto sulla scelta delle attività da organizzare, le gite da fare, grandi uscite per riempire i pomeriggi, mentre il gioco viene considerato un elemento secondario. Ma quando riflettiamo sui nostri ricordi d’infanzia, quelli più vividi sono quelli costruiti nel gioco, da soli o in compagnia di coetanei e con i nostri genitori; macchinine, bambole, costruzioni, cartoni da scarabocchiare coi pennarelli e lasciar andare la fantasia. Chi non ricorda la bellezza delle ore trascorse a immaginare storie tra pupazzi?

Nella paura di non offrire abbastanza esperienze, abbastanza formazione, abbastanza divertimento, ci dimentichiamo che è il gioco libero la prima fonte apprendimento per il bambino, a 2 anni come a 8. Così, spesso ci ritroviamo ad organizzare giornate e finesettimana ricchi di corsi, laboratori, gite, uscite in famiglia senza momenti in cui semplicemente lasciar andare la fantasia con pezzi di vestiti usati, pennarelli e carta.

Il gioco libero secondo i danesi

Jessica Alexander e Isabel Sandahl scrivono nel loro libro “Il metodo danese per crescere bambini felici” che il gioco libero insegna ai bambini la resilienza intesa come capacità di gestire le emozioni e controllare lo stress. Secondo loro, il gioco libero permette di allenare la capacità di problem solving: se ho sempre un corso o un’attività esterna che mi toglie dalla noia, come posso allenare la mia capacità di stare nella noia ed, eventualmente, rispondere ad essa con una soluzione?

In più, il gioco sposta la motivazione da esterna a interna: se i bambini sono concentrati sempre nel dare il massimo per ottenere qualcosa di esterno come buoni voti o premi, possono avere difficoltà a sviluppare adeguatamente un luogo di controllo interno, che li fa sentire in grado di avere un certo controllo sulla loro vita e sugli eventi che la riguardano. Sviluppare un luogo di controllo interno, li aiuta a ritenere che non sono solo gli eventi a controllare la loro vita, ma anche il modo con cui loro reagiscono con essi.

Al gioco libero però noi genitori non siamo più abituati, presi da mille distrazioni “riempitive”. Quanto è difficile lasciarli lì nella loro noia e alimentare la loro fantasia! Per aiutarci, noi utilizziamo 5 idee che si sono rivelate molto utili per tutti:

  1. via i dispositivi dal cellulare, al tablet, passando per pc o televisione in sottofondo. Non sono ammesse distrazioni, che non arrivino direttamente dalla fantasia.
  2. arte, creatività e libertà: creiamo un ambiente tranquillo, ricco di stimoli creativi, nel quale i bambini possano avere a portata di mano colori, fogli, acquerelli, vestiti per travestimenti e tutti gli strumenti necessari. Lasciamoli però liberi di sperimentare, senza indicare cosa devono fare e come devono farlo. Fantasia e libertà sono le parole d’ordine.
  3. Aria aperta e natura: non c’è niente di meglio che correre in boschi, parchi o qualsiasi luogo all’aperto per poter riequilibrare energie e buon umore. Cerchiamo aree sicure dove non ci sia il pericolo di lasciarli liberi di esplorare e legnetti, foglie e sassi diventeranno ottimi strumenti di fantasia.
  4. Sincerità e verità: per giocare al meglio con i nostri figli, dobbiamo divertirci sul serio! Ci lasciamo guidare, ci mettiamo al loro livello e ci lasciamo andare anche solo per 15 minuti al giorno.
  5. Niente sensi di colpa: lasciamoli liberi di giocare. Non hanno bisogno di un’attività guidata da un adulto né di un giocattolo costoso o particolare. Lo scopo è far controllare a loro il gioco, lasciando andare la fantasia e l’immaginazione. Non ci sentiamo in colpa perché non stiamo organizzando grandi attività, ma stanno giocando con uno scatolone usato. Stanno allenando le loro migliori abilità!