Spesso come genitori accade di fare delle promesse ai bambini. A volte capita per porre fine ad un capriccio, a volte per rispondere con un bel sì ad un loro desiderio. E se poi non si può mantenere? Fare una promessa è bello, significa dare la propria parola, mettere in gioco noi stessi rispetto ad una situazione a cui si dà valore. E quanto è bello riuscire a mantenerla! Questa visione però a volte cambia quando facciamo la promessa ad un bambino, anziché ad un adulto. Può capitare di pensare che “siano solo parole” o che “il bambino presto se ne dimenticherà”. E’ invece una grande occasione per insegnare al bambino il valore della parola data, della sua importanza nella relazione di fiducia con l’altro e nella costruzione della propria persona.
Le promesse da non fare
Nel tempo (e dopo due figli!) abbiamo capito che le promesse non sono tutte uguali e non hanno tutte lo stesso valore. Si può promettere di comprare un giocattolo se il bambino smetterà di fare il capriccio, come si può promettere di rimanere tutta la notte nel lettino del piccolo per farlo dormire sereno. Ancora, si può rimandare al giorno dopo l’uscita al parco, dicendo “Ci andiamo domani, promesso”.
Promettere di rimanere insieme se il bambino ha paura del buio ha una funzione protettiva, mentre promettere di comprare un giocattolo in cambio della fine di un capriccio assume più i tratti di una ricompensa. Il genitore cerca di uscire in fretta da una situazione complessa e trova nella promessa un aiuto. A volte può capitare di farlo, ma utilizzare spesso questa strategia potrebbe essere controproducente. Ci passiamo tutti, ma quante volte i nostri figli finiscono per voler “contrattare” la fine di un capriccio o di una insistenza? Queste promesse vogliono modificare il comportamento del bambino attraverso un piccolo ricatto: “Se fai questo, ti prometto che faccio quello”. Per questo potrebbe essere meglio evitare questa tipologia di promesse o renderle molto rare. Il bambino infatti potrebbe imparare a comportarsi in un certo modo, perché riceve in cambio una ricompensa del genitore, ricompensa materiale (un gioco) o emotiva (un abbraccio). Le nostre giornate potrebbero finire per essere una continua contrattazione e non certo spontanee. Proviamo poi a cambiare punto di vista: come ci sentiremmo se ogni volta che non abbiamo voglia di fare qualcosa, il nostro compagno o la nostra compagna ci dicesse: “Se ti metti a lavare i piatti, allora io lavo i pavimenti”, “Se cambi le lenzuola, ti prometto che ti compro un regalo” e così via. Scommetto che ci stuferemmo molto presto e soprattutto, non ci sentiremmo realmente amati e ascoltati.
Cosa succede se non mantengo la promessa
Fare promesse non è però sempre un male, eh! Tutti noi genitori le facciamo, tra noi adulti e con i bambini. Sono proprio le promesse che possono diventare uno strumento per rafforzare la fiducia con i nostri figli e da parte loro nei nostri confronti. C’è però un grande ma ed è che se il genitore fa una promessa e poi non la mantiene, il rischio è che la parola del genitore può perdere valore. Non solo il bambino può credere sempre meno alle parole del genitore, ma può sentirsi preso in giro. Per questo abbiamo trovato utile promettere solo quando siamo sicuri di poter mantenere la parola e ciò che abbiamo davvero la possibilità di fare. Se per qualche motivo infatti non possiamo acquistare un giocattolo, lo diciamo chiaramente al bambino, spiegandogli che non lo possiamo promettere e quindi non lo facciamo.
Non sempre le promesse si riescono a mantenere! A volte capitano imprevisti, non possiamo farci nulla e non è certo colpa di qualcuno. In questi casi, noi abbiamo trovato utile spiegare la verità ai nostri figli e scusarci con loro, senza perderci in troppe spiegazioni, ma mostrando il nostro dispiacere in modo sincero. Il bambino sarà deluso e potrà arrabbiarsi, queste emozioni sono del tutto normali! Anche queste situazioni possono essere occasione per i nostri figli di imparare comportamenti preziosi. L’obiettivo come genitori è sempre fare del proprio meglio e invitare i nostri figli con l’esempio a fare del loro meglio, con obiettivi concreti e promesse realizzabili, ognuno in base alle proprie forze, età e possibilità.